C’è una differenza sostanziale tra leggere il resoconto di un progetto di innovazione e camminare dentro il laboratorio dove quel progetto prende forma. È su questa differenza che si è costruita l’ottava tappa del PID Study Tour 2026, che dal 22 al 24 settembre ha portato nell’area ionico-adriatica i responsabili dei Punti Impresa Digitale (PID) di tutte le Camere di Commercio italiane. Un’iniziativa promossa a livello nazionale da Unioncamere e Dintec e ospitata questa volta dalla Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, con il titolo “Sinergia mediterranea: il viaggio dell’innovazione verso la sostenibilità”.
Perché mostrare conta più che raccontare
I PID sono le strutture presenti in ogni Camera di Commercio d’Italia che affiancano le piccole e medie imprese nel percorso di transizione digitale ed ecologica: orientano verso i bandi giusti, spiegano come funzionano le nuove tecnologie, mettono in contatto le aziende con centri di ricerca e competenza. È un lavoro che si svolge per lo più a distanza, tra scrivanie e videochiamate, fatto di consulenza e accompagnamento burocratico.
Il PID Study Tour ribalta questo schema per tre giorni all’anno, in una tappa diversa del Paese: invece di limitarsi a descrivere esperienze di successo attraverso report o webinar, porta fisicamente il personale dei PID dentro le realtà che quei progetti li hanno realizzati sul campo. È una scelta che ha un valore preciso: chi lavora ogni giorno a supporto delle imprese può assorbire, vedendola dal vivo, la concretezza di un modello che altrimenti resterebbe un caso studio tra tanti.
Nell’edizione di Brindisi-Taranto, questo principio si è tradotto in visite dirette a realtà del territorio: il CETMA, centro di ricerca e trasferimento tecnologico specializzato in intelligenza artificiale, supercalcolo e cybersecurity; l’Azienda Agricola Pezzaviva, esempio di agricoltura 4.0 e tecnologie intelligenti applicate al settore primario; Jonian Dolphin Conservation ETS, realtà impegnata nella tutela dell’ecosistema marino dello Ionio.
Le parole di chi ha ospitato la tappa
Il presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e di Unioncamere Puglia, Vincenzo Cesareo, ha inquadrato il senso dell’iniziativa in una dichiarazione che va oltre la semplice cornice istituzionale: «Ospitare il PID Study Tour è un’opportunità straordinaria per valorizzare le eccellenze delle nostre province. Questo viaggio, reso possibile anche dal supporto degli eccellenti partner che ci hanno accompagnato nel programma e che ringrazio personalmente, ha dimostrato come il nostro territorio, l’area vasta ionico – adriatica, sia un laboratorio a cielo aperto dove l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale si incontrano, creando modelli virtuosi che si potranno replicare in Italia».
È un passaggio significativo: non si parla di eccellenze da esibire, ma di modelli da replicare altrove. La logica del tour, in altre parole, non è celebrativa ma funzionale – trasformare un’esperienza locale in un patrimonio di competenze condivise a livello nazionale.
Sulla stessa linea la segretaria generale dell’ente camerale, Claudia Sanesi, che ha posto l’accento sul fattore umano: «Il futuro del nostro sistema produttivo passa attraverso la valorizzazione del capitale umano, vero motore di ogni processo di transizione, e la crescita continua delle competenze. Attraverso l’impegno della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e la rete dei PID, investiamo nell’up-skilling e nella trasformazione digitale per accompagnare concretamente le PMI verso un modello di sviluppo sempre più avanzato, competitivo e sostenibile».
Il punto di vista di chi coordina il tour a livello nazionale
A spiegare la logica complessiva dell’iniziativa è Antonio Romeo, dirigente dell’Area innovazione e digitale di Unioncamere e direttore di Dintec: «L’appuntamento di Brindisi e Taranto dimostra come il confronto e lo scambio di esperienze tra i territori rafforzino la capacità dei Punti Impresa Digitale di accompagnare le PMI nei percorsi di trasformazione digitale. In questa tappa abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su due leve decisive per il futuro del sistema delle imprese: l’Intelligenza Artificiale e il trasferimento tecnologico anche come abilitatori di processi aziendali più sostenibili».
Romeo ha aggiunto un concetto che chiarisce bene l’obiettivo ultimo dell’iniziativa: «Far conoscere e mettere a fattor comune le eccellenze locali di questo territorio permette di arricchire le competenze dei PID, fornendo alle imprese strumenti pratici per integrare le tecnologie di frontiera e governare con successo la transizione digitale e sostenibile». Il beneficio, insomma, non si esaurisce nei tre giorni della tappa: torna, attraverso il lavoro quotidiano dei PID, a beneficio delle PMI di tutte le altre Camere di Commercio coinvolte nel network nazionale.
I temi al centro delle tre giornate
Il programma ha toccato quattro grandi filoni: l’economia circolare, le tecnologie 4.0 applicate all’agricoltura intelligente, la tutela dell’ecosistema marino e le strategie ESG. Non temi scelti a caso, ma ambiti in cui l’area ionico-adriatica ha già maturato esperienze concrete e verificabili – dalla ricerca applicata del CETMA e dell’ENEA, alle pratiche di agricoltura di precisione dell’Azienda Agricola Pezzaviva, fino al monitoraggio della biodiversità marina condotto da Jonian Dolphin Conservation.
Nel pomeriggio del 23 settembre, poi, i responsabili PID hanno fatto visita alla sede del Cetma dove hanno potuto vedere e toccare tanti progetti realizzati e portati a termine in favore delle realtà del territorio. Spiega Marco Alvisi, direttore generale Cetma: «C’è una complementarietà piena tra quello che facciamo noi e i colleghi dei Punti di Impresa Digitale: supportare le imprese nell’innovazione digitale e sostenibile. Un tema che riguarda anche settori storicamente fondamenta del sistema economico italiano, come agricoltura ed edilizia, e non solo quelli naturalmente orientati alla ricerca».
Un modello che può orientare le politiche future
C’è un ultimo aspetto che va sottolineato, meno immediato ma non meno importante: gli organizzatori hanno indicato esplicitamente che i risultati di questo confronto serviranno anche “per il disegno delle future policy camerali” su innovazione e sostenibilità. Significa che quanto osservato in questi tre giorni a Brindisi e Taranto non resterà un ricordo di viaggio per chi ha partecipato ma un materiale concreto su cui costruire le prossime strategie del sistema camerale italiano in materia di doppia transizione.

