La vivacità culturale della nostra regione rappresenta un indicatore di salute sociale ed economica. Il ventesimo Barletta Piano Festival accende i riflettori sulla piazza d’armi del castello con un’anteprima di grande spessore. La rassegna vanta la direzione artistica del direttore Pasquale Iannone e l’organizzazione curata dagli Amici della Musica «Mauro Giuliani» guidati dal presidente Francesco Caporale. L’appuntamento è in programma sabato 27 giugno alle ore 21.15.
La serata vede protagonista il comico e inviato satirico barese Alessio Giannone in arte Pinuccio affiancato dall’Orchestra di Puglia e Basilicata. La compagine orchestrale sarà guidata dal direttore Francesco Zingariello impegnato per l’occasione nelle vesti di tenore.
L’anteprima del Barletta Piano Festival e il ritorno al castello
Il Barletta Piano Festival raggiunge il traguardo di due decenni di attività. Venti anni di lavoro sul campo testimoniano la solidità del progetto e la tenacia degli organizzatori. Il direttore Pasquale Iannone ha saputo costruire nel corso del tempo un cartellone di prestigio internazionale. Il lavoro instancabile dell’associazione e del presidente Francesco Caporale dota la città della Disfida di una vetrina culturale di prim’ordine.
Il valore storico della piazza d’armi
La scelta della piazza d’armi del castello esprime una precisa volontà strategica. Il maniero svevo aggiunge fascino alla proposta artistica e accoglie il pubblico in una cornice monumentale mozzafiato. I luoghi della storia diventano incubatori di nuova cultura. L’architettura imponente si fonde con le note e crea un’atmosfera immersiva.
La cultura a supporto del territorio
Il sostegno all’industria culturale dimostra la sensibilità etica di un territorio. Un ecosistema radicato e strutturato deve alimentare il benessere intellettuale della propria comunità. La partecipazione a un’anteprima teatrale rafforza l’immagine di un sistema attento allo sviluppo a tutto tondo della regione. La bellezza dell’arte nutre la mente e fornisce nuove prospettive per affrontare le sfide lavorative quotidiane.
Il format: «Pinuccio: che fine ha fatto il lupo?»
Il titolo dell’opera recita le seguenti parole: «Pinuccio: che fine ha fatto il lupo?». La domanda dall’apparenza banale dà il nome allo spettacolo e rinfresca un grande classico del Novecento musicale per riportarlo in una dimensione lucida nel nostro presente. Il testo riprende la storica opera «Pierino e il lupo» di Sergej Prokofiev ma la arricchisce di significati inesplorati. L’autore barese rifà Pierino in combutta col lupo. La narrazione abbandona i confini della fiaba per la gioventù e diventa un’allegoria della società contemporanea.
La satira come strumento di lettura del presente
Il comico usa l’ironia per svelare le contraddizioni del nostro tempo. Il linguaggio si aggiorna e i personaggi si trasformano nello specchio della vita. La figura di Pinuccio incarna il prototipo dell’osservatore disincantato. Le sue analisi spietate dei difetti burocratici del nostro Paese si sposano con i ritmi di un’opera teatrale del Novecento per generare un cortocircuito esilarante. Pierino perde le sembianze dell’ingenuo cacciatore e acquisisce i tratti del cittadino pugliese imbrigliato nelle maglie della pubblica amministrazione.
Un ponte tra generazioni diverse
Questo evento teatrale costituisce un’occasione imperdibile di crescita per la comunità. I ritmi di vita stringenti lasciano spazi esigui per la condivisione di momenti formativi tra le generazioni. Lo spettacolo costruisce un ponte tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti. La conduzione brillante del protagonista accompagna gli spettatori in un viaggio sonoro e visivo. La musica si intreccia con la parola e attualizza i simboli della fiaba. Il pubblico giovane impara a conoscere gli strumenti musicali e gli adulti colgono le sfumature satiriche legate alla politica.
Il programma musicale: da Prokofiev a Tosti
La colonna sonora mantiene un ruolo centrale, l’Orchestra di Puglia e Basilicata restituisce tutta la forza evocativa della partitura originale valorizzando i timbri e i colori di ogni strumento.
Il programma della serata e i brani scelti
La scaletta della serata prevede l’esecuzione di vari capolavori classici e moderni per creare un collegamento ideale tra la tradizione e le sonorità popolari.
| Compositore | Titolo dell’Opera |
|---|---|
| Sergej Prokofiev | Pierino e il lupo |
| Béla Bartók | Danze rumene |
| Francesco Paolo Tosti | ‘A Vucchella |
| Francesco Paolo Tosti | L’ultima canzone |
| Umberto Bindi | Il nostro concerto |
| Ernesto De Curtis | Non ti scordar di me |
La maestria dell’Orchestra di Puglia e Basilicata
Il direttore Francesco Zingariello svolge un duplice compito in questa produzione. La guida dell’Orchestra di Puglia e Basilicata richiede rigore e precisione. Il suo impegno nelle vesti di tenore aggiunge un tocco di classe al repertorio. I capolavori di Sergej Prokofiev si sposano con le romanze e le canzoni d’autore del primo Novecento così gli spettatori assistono a un percorso sonoro variegato in grado di soddisfare i palati esigenti. L’omaggio a Umberto Bindi e Ernesto De Curtis solletica la memoria dei presenti e impreziosisce l’offerta musicale.
La divulgazione musicale per le nuove leve
La didattica assume un’importanza capitale per i ragazzi con l’orchestra che svela i propri segreti in scena. Il compositore russo aveva concepito l’opera per avvicinare gli inesperti alla musica sinfonica. Ogni personaggio della fiaba viene associato a uno strumento specifico: i violini e gli archi descrivono le movenze leggere di Pierino; il flauto traverso riproduce il cinguettio dell’uccellino; l’oboe nasale dà voce all’anatra in difficoltà; il clarinetto staccato disegna i passi furtivi del gatto; i corni francesi annunciano l’arrivo minaccioso del lupo in persona. Il parterre impara a distinguere le sezioni dell’orchestra in virtù di questa geniale mappatura sonora.

