La grande musica classica e la tradizione concertistica d’eccellenza tornano a essere protagoniste nel nord della Puglia. La città di Barletta celebra un traguardo storico che testimonia la solidità di un progetto culturale nato per durare nel tempo. Due decenni di grande musica, di scelte artistiche coraggiose e di un’idea che nel tempo è diventata una realtà consolidata. Dopo le anteprime dei giorni scorsi il Barletta Piano Festival diretto da Pasquale Iannone inaugura ufficialmente l’edizione del ventennale con una serata speciale che, prima ancora di rendere omaggio al re degli strumenti, sceglie di celebrare la grande tradizione del melodramma, tra i patrimoni più preziosi della cultura italiana.

L’appuntamento inaugurale è in programma questa sera, martedì 30 giugno, alle ore 21.15. La cornice scelta per accogliere l’evento è la sala climatizzata dell’Hotel La Terrazza di Barletta. La serata si preannuncia di forte impatto emotivo grazie a una selezione di arie celebri affidate a interpreti di rilievo dello scenario nazionale.

Il recital inaugurale: «Opera… che passione!»

L’inaugurazione del festival si sviluppa nel segno del belcanto e della migliore tradizione operistica italiana. La direzione artistica ha voluto unire la maestria del pianoforte alla purezza della voce umana.

I protagonisti della serata sul palco

La scena sarà dominata dal basso-baritono Domenico Colaianni e dal soprano Claudia Urru, accompagnati al pianoforte da Gregorio Goffredo. Questo terzetto di artisti darà vita al recital intitolato «Opera… che passione!», un percorso antologico dedicato ad alcune tra le pagine più amate di Rossini, Donizetti, Rota e Puccini. L’organizzazione fa capo all’associazione Amici della Musica «Mauro Giuliani» guidata dal presidente Francesco Caporale, con il sostegno del ministero della cultura, della regione Puglia e del comune di Barletta.

Il profilo degli interpreti

Domenico Colaianni, nato a Bari e docente di canto presso il Conservatorio Piccinni, vanta una carriera internazionale nei maggiori teatri della penisola. Il pubblico lo ha applaudito alla Scala di Milano nella storica produzione della “Bohème” con la firma di Franco Zeffirelli e nella “Tosca” guidata dal direttore Riccardo Muti. Il suo nome compare nei cartelloni del San Carlo di Napoli, del Regio di Torino, del Comunale di Bologna e del Petruzzelli di Bari, dove ha cantato nella “Turandot” della ricostruzione. Ha inoltre legato il suo percorso artistico alle stagioni del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, collaborando con direttori del calibro di Lorin Maazel, Gustavo Dudamel e Daniele Gatti.

Claudia Urru rappresenta una delle voci di spicco della nuova generazione. La sua carriera registra interpretazioni di rilievo alla Royal Opera House di Muscat in Oman, al Teatro Greco di Taormina e al Teatro Regio di Torino. Il suo palmarès include vittorie al Concorso Traetta di Bitonto e al Concorso Città di Brescia nella sezione intitolata a Maria Callas.

Gregorio Goffredo siederà alla tastiera del pianoforte. Il musicista barlettano ha completato il suo perfezionamento presso la prestigiosa Juilliard School di New York, debuttando alla Carnegie Hall nel 2011. Il suo percorso vanta il ruolo di assistente di Lorin Maazel al Castleton Festival.

Il programma della serata e i compositori scelti

La selezione musicale proposta per la serata inaugurale spazia tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Gli spettatori faranno un viaggio sonoro attraverso le scene più celebri dell’opera buffa e del dramma lirico.

Da Rossini a Donizetti: il genio dell’opera buffa

Il concerto proporrà arie tratte dalla “Cenerentola” e dal “Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini. Queste partiture richiedono una agilità vocale straordinaria e una perfetta intesa tra i cantanti e il pianista. La serata proseguirà con le melodie del “Don Pasquale” e dell’ “Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, capolavori in cui l’ironia si mescola alla malinconia amorosa.

Il Novecento di Rota e Puccini

La scaletta omaggia la grande musica del ventesimo secolo con l’esecuzione di brani tratti da “Il cappello di paglia di Firenze” del compositore Nino Rota, un’opera frizzante dal sapore teatrale. La chiusura del recital è affidata a una delle melodie più famose del repertorio lirico mondiale, l’aria «O mio babbino caro» tratta dal “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini.

La scommessa vinta del Barletta Piano Festival

La ricorrenza del ventennale invita a una riflessione sul percorso compiuto dalla rassegna. La scommessa lanciata venti anni fa era ambiziosa: portare la grande musica pianistica internazionale nella città della Disfida per trasformarla in un punto di riferimento del panorama concertistico nazionale.

Un punto di riferimento nazionale ed europeo

Quella scommessa oggi può dirsi pienamente vinta. Nel corso di due decenni il festival ha ospitato artisti formatisi nelle più prestigiose istituzioni musicali del mondo, dall’École Normale de Musique de Paris alla Yale School of Music, fino al Moscow Tchaikovsky Conservatory, insieme a vincitori dei più importanti concorsi pianistici internazionali. La manifestazione ha saputo affiancare alla presenza dei grandi maestri una costante attenzione per la crescita dei giovani talenti italiani.

Il cartellone della ventesima edizione

La programmazione del 2026 conferma questa vocazione di eccellenza. Il cartellone propone concerti con solisti di fama mondiale pronti ad alternarsi sul palco barlettano. Gli spettatori avranno modo di ascoltare le esecuzioni di Olivier Gardon, Boris Berman, Natalia Trull, Eva Gevorgyan, Jitka Čechová e Alberto Nosè. Il programma ospiterà inoltre il pianista Luca Rasca, il duo composto da Magdalena Hirsz e Brigitte Meyer e la formazione dei PiCello Bros.

L’omaggio alla musica contemporanea

Il festival riserva uno spazio di rilievo alla creazione contemporanea. Il calendario prevede un incontro-concerto speciale con Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra noto per la sua versatilità e per il suo ruolo di intellettuale a tutto tondo. Questa iniziativa conferma la volontà della rassegna di non limitarsi alla celebrazione del passato ma di esplorare le nuove frontiere della scrittura musicale. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21.15 per regalare al pubblico serate estive all’insegna della grande arte.

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